Enzo Rocco - SCRAPS + Leonardo Melchionda - 998
Schedule
Thu, 12 Mar, 2026 at 07:30 pm
UTC+01:00Location
via San Vitale 63 - 67, 40125 Bologna, Italy | Bologna, EM
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giovedì 12 marzo 2026 – ore 19.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San LeonardoEnzo Rocco
SCRAPS
Enzo Rocco chitarra elettrica
musiche di Enzo Rocco
presentazione del disco edito da Setola di Maiale (Pordenone) a dicembre 2024
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Leonardo Melchionda (1992)
998 (2022)
Leonardo Melchionda chitarra elettrica
musiche di Leonardo Melchionda
presentazione del disco edito da Setola di Maiale (Pordenone) a gennaio 2026
∇ ∇ ∇
a cura di Stefano Giust
Biglietti
7€ – ridotto 5€^ e 2€^^
^ ridotto per studenti dell’Università di Bologna
^^ ridotto per studenti del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale Lucio “Dalla”
ai possessori della Card Cultura e Carta Giovani Nazionale
verrà applicato uno sconto di 2€ sul biglietto intero
la biglietteria apre 30 minuti prima dell’orario del concerto
Prevendite
www.boxerticket.it
si raccomanda l’acquisto dei biglietti in prevendita
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SCRAPS
“Jazz = funky/neapolitan/electronic/blues mixed with verdi’s/heavy metal/opera mixed with russian/yodel/waltz of santo domingo mixed with a hard japanese noise-lullaby sung by an italian romantic crooner…”
Inizialmente legato all’ambiente jazzistico, nei primi anni ’90 Enzo Rocco inizia a frequentare ambiti quali la musica di scena per il teatro, la canzone d’autore, gli happenings di teatro-musica e di teatro-danza. Da sempre interessato alla free music, è soprattutto in queste situazioni che il chitarrista può maggiormente approfondire la propria attitudine all’improvvisazione, abbandonando le forme jazzistiche più canoniche per liberare nella propria ricerca – consciamente o meno – le remote influenze adolescenziali (opera lirica, musica folk, “creative music”), nonché l’attitudine a una visione “teatrale” dell’atto musicale. Il tutto sia attraverso l’esplorazione sonora estemporanea, sia attraverso la ricerca e l’elaborazione di pure strutture formali idonee a guidare e stimolare l’improvvisazione, sia attraverso la pratica compositiva vera e propria.
Pur frequentando da anni dal vivo la pratica dell’improvvisazione solistica, solo nel 2024 esce su cd una raccolta di registrazioni dedicate alla sola chitarra: Scraps – [very] old and [almost] new solo guitar pieces (Setola di maiale) altro non è se non una raccolta di assoli estemporanei, alcuni recenti, altri meno, un paio addirittura antichi. Da una serie di brevi studi figli dei giorni del lockdown del 2020, a un brano improvvisato ma in qualche modo “ispirato” alla figura di Frank Zappa (dietro sollecitazione dell’indimenticato Roberto Masotti per il milanese Guitar Fest nel 2020); da esplorazioni dello strumento a partire da veri e propri – pur inventati autonomamente – esercizi di tecnica chitarristica, a un paio di omaggi ad amici chitarristi (particolarmente caro all’autore quello in ironica quanto commossa risposta allo stile dell’allora da poco scomparso John Russell); da astrattissime improvvisazioni su spunti ricavati da dialoghi con musicisti di blues e con suonatori di musica folklorica argentina, fino a meditazioni indotte dalla affezionata frequentazione di un personaggio come Lol Coxhill.
Sulla falsariga del disco dunque, assai probabilmente, il repertorio del concerto bolognese vedrà improvvisazioni totali oppure improvvisazioni “atmosferiche” – nascenti da spunti tematici nascosti o dalla indagine estemporanea di particolari tecniche esecutive o, ancora, prodotte a partire da particolari climi espressivi o sulla traccia di strutture sotterranee prestabilite, ma non totalmente vincolanti.
Alla fine degli anni ’80, Enzo Rocco si forma come chitarrista in ambito jazzistico accompagnando molti musicisti dell’area milanese; a partire dagli anni ’90 si dedica sempre più intensamente all’improvvisazione libera, e dopo diverse esperienze – frequentando soprattutto a Roma personaggi come Giancarlo Schiaffini e Eugenio Colombo – dal ’98 si reca più volte a Londra per collaborare con musicisti come Lol Coxhill, Veryan Weston, John Russell, Steve Noble e altri. Con Coxhill in particolare instaura un lungo rapporto che frutta anche l’uscita di due cd, mentre con Weston è ancora salda una collaborazione inerente diversi progetti musicali. Suona inoltre in Belgio e Olanda con André Goudbeek (ex-membro del Willem Breuker Kollektif) e partecipa alle “conductions” italiane di Butch Morris a Roccella Jonica (2003) e alle esperienze di “sound painting” della berlinese Sabine Vogel. Ha avuto modo di collaborare inoltre, pochi giorni prima della sua prematura scomparsa, con Peter Kowald.
Tra il ’90 e il 2003 ha fatto parte del TUBATRIO con Giancarlo Schiaffini e Ettore Fioravanti, andando con loro in svariate tournées europee; data dal ’97 invece il sodalizio con Carlo Actis Dato, un fortunato duo teatrale esibitosi ovunque, con decisa preferenza per i paesi più improbabili del mondo (nel 2017 il ventennale fu festeggiato con un evento speciale a Città del Messico). Nel 2004, su suggerimento del direttore dell’Edinburgh Jazz Festival, forma un duo col batterista scozzese Tom Bancroft, mentre in Argentina crea lo “Spaghetti Jazz Trio” col sassofonista Rodrigo Dominguez e il batterista Hernan Mandelman (cd Live in Buenos Aires nel 2012) e suona in duo col sopranista Pablo Ledesma (è del 2010 “Seis episodios en busca de autor”). Periodici i ritorni anche in Giappone dove, dopo le prime visite in compagnia di Actis Dato, è nato un felice sodalizio con il sassofonista Kazutoki Umezu. Nel 2011 ha anche l’occasione di effettuare una serie di concerti in Francia in duo con Barre Phillips. Da registrare infine la creazione, nel 2017, di un duo con il batterista Ferdinando Faraò (cd Fields).
È del novembre 2024 l’uscita di Armonie irregolari: intervista a Enzo Rocco, a cura di Renato Sclaunich (Ed. Scarabocchio).
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998
Un viaggio fuori dalla realtà attraverso la lente di un caleidoscopio per riscoprire un capolavoro della musica strumentale: Preludio, Fuga, Allegro in mi♭ maggiore (BWV 998), scritto dal grande compositore J.S. Bach. Il materiale compositivo dell’opera, originariamente scritta per lautenwerk – strumento a tastiera simile al clavicembalo ma dal timbro affine all’arciliuto – viene decostruito e stravolto per essere suonato con la chitarra elettrica.
Fantasmagorica e sempre viva, la musica di Bach viene sviluppata e reinventata verso un orizzonte inaspettato tanto che la forma, le progressioni armoniche e le idee melodiche originali sembrano derivare dalla musica d’arte d’avanguardia, dal post-rock, dalla musica psichedelica e dal minimalismo. Drone sounds, delay in overdubbing, progressioni atonali, power chords, cadenze sospese, suoni distorti, melodie in loop, tracciano cammini eterogenei che, generati da interpretazioni intime, conducono a un ascolto collettivo.
998 fa parte di un progetto che vede la produzione di brani originali ispirati a musiche del passato.
L’intervento di trascrizione della musica non è solo una traduzione ma è sempre una pratica di invenzione e interpretazione, un’arte in cui il trascrittore da interprete diviene compositore. Ereditata da Melchionda dal compositore Maurizio Pisati, attraverso questa pratica la tradizione e il repertorio musicale incontrano l’attualità, l’antistituzionale e il non con-formato. Il risultato è una musica sui generis in cui stili musicali distanti e incongruenti diventano un tutt’uno nell’essenza e purezza del suono. Si abbattono e scavalcano le strutture compositive imposte dalla tradizione e dall’industria musicale per raccontare il rapporto diretto tra musicista e suono. La musica della storia rivive nel presente, la musica attuale si arricchisce del passato, insieme ispirano il futuro.
Leonardo Melchionda è chitarrista, compositore, ricercatore e docente, attivo nella musica classica, contemporanea e sperimentale, improvvisazione libera, sound art, e performance multidisciplinare. Attualmente conduce una ricerca di dottorato presso il Conservatorio di Siena indagando il rapporto tra musica, accessibilità multisensoriale e sordità.
Processare il suono della chitarra con la pratica elettronica, tradurre le forme della musica classica in linguaggi musicali contemporanei, impostare l’equilibrio tra notazione musicale e indeterminazione, sottolineare la fisicità del suono, arricchire la performance musicale con una varietà di fenomeni sensoriali, sono le caratteristiche specifiche del suo processo compositivo. Alcuni dei suoi progetti originali includono la performance Beatitudine, il duo musica-danza Together/Drifting, e il brano per chitarra elettrica 998.
Ha suonato e collaborato con Ellen Arkbro, Anthony Braxton (nel cd 2 Comp (2023), Schott), Alvin Curran, Ictus ensemble, Maurizio Pisati, Fritz Hauser, Jessie Cox, tra gli altri. Si è esibito in ambiti quali AngelicA – Festival Internazionale di Musica (in concerto con Giorgio Magnanensi + INCROCIorchestra nel 2019), Accademia Filarmonica Romana, Darmstädter Ferienkurse, Muziekcentrum De Bijloke, Concertgebouw Brugge, Bozar Brussels.
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