All’ombra dell’ultimo sole
Schedule
Sun May 24 2026 at 09:00 pm to 10:30 pm
UTC+02:00Location
Spazio Teatro No'hma Teresa Pomodoro | Milano, LO
About this Event
Un musicista ricorda un periodo passato della sua vita, quando si interrogava sul senso della sua vita d’artista, sulle motivazioni della sua vocazione, sull’apporto che la sua musica, e il suo contrabbasso in particolare, potevano portare alla realtà oggettiva attorno a sé, estendo questi dubbi al concetto puro di arte e del suo impatto sul mondo. E racconta di come questi interrogativi lo avevano messo talmente in crisi, in un periodo difficile professionalmente, da spingerlo a rifugiarsi in una casa di cura per la salute mentale.
Qui avviene l’incontro con Marcello, vero protagonista della vicenda. L’uomo è un anziano signore ricoverato in una struttura per malattie mentali fin da giovane, prima nel manicomio di Aversa e poi, con la chiusura della struttura, in quella stessa casa di cura. La particolarità di Marcello è che nel suo animo sensibile, nella sua natura poetica e nel suo modo fragile di stare al mondo, si sente vicino fin quasi all’ossessione alla figura di Fabrizio De André. A volte ne è talmente coinvolto da sentirsi addirittura impossessato da lui, con un chiaro sdoppiamento di personalità, schizofrenico ma privo di qualsiasi pericolosità. La sua conoscenza del grande cantautore genovese è così profonda da risultare prodigiosa. E in effetti, in una forma inspiegabile, in quell’anno 2005 il musicista e Marcello attraversano insieme alcuni episodi famosi della vita di De André come se a viverli fossero proprio loro e in quel preciso momento. Dalla scrittura in presa diretta di alcuni capolavori dell’enorme repertorio di Faber, al capitolo del famoso rapimento in Sardegna del 1979, fino all’epilogo, il più sorprendente e per certi versi miracoloso modo di congedarsi che si possa sperare per sé stessi.
Il musicista/narratore racconta l’esperienza e l’incontro con Marcello come il più formativo e concreto aiuto che potesse ricevere per superare la sua paura dell’insensatezza dell’esistere e dell’arte, e allo stesso tempo gli dona la possibilità di scoprirsi nuovo, ritrovando una motivazione che credeva scomparsa alla scelta, da un certo punto di vista assurda, di suonare un contrabbasso per vivere.
Ogni momento, ogni capitolo, ogni passaggio chiave del racconto, viene accompagnato dalla musica suonata dal vivo come se fosse lo stesso De André ad eseguirla, e il senso profondo di certi testi e certe riflessioni si illumina attraverso la visione e la vita di un vero “ultimo” – tanto caro al poeta – pieno d’amore.
Spettacolo di e con Toni Laudadio con Ferruccio Spinetti
Proseguendo nella linea di ricerca che indaga le capacità espressive del teatro nella commistione delle arti, questo racconto si concentra sulla domanda: quanto effettivamente la musica e la poesia possono influire e in qualche modo modificare l’esistenza delle persone? Che contributo le arti in generale possono portare (o sarebbe meglio dire possono ancora portare) alla vita concreta, quotidiana delle persone?
La vicenda, del tutto inventata, si ispira però alla reale condizione umana dei pazienti degli ex manicomi, dopo la loro chiusura, e prova a entrare nei recessi più nascosti della mente di persone che hanno portato alle estreme conseguenze l’esclusione dal consesso civile e persino dalla realtà. L’anarchia del cervello, la libertà di dichiararsi estranei al mondo, estranei persino a sé stessi, si scontra con l’esigenza di partecipare, come chiunque altro, alla costruzione del progresso e al miglioramento dei fondamenti della società.
Su questo conflitto si innestano le riflessioni, la poesia e la musica di Fabrizio De André e, più in generale, il concetto stesso di poesia e arte, come elemento di salvezza, di redenzione dalla condanna dell’esistere. La consolazione che ogni elemento artistico porta agli animi sensibili, spiriti incapaci di subire l’anestesia generale che occorre per sopportare l’inferno urbano, sono un gancio metafisico, quasi religioso, una fuga nell’altrove, in un luogo dove nessuno può costringerti a essere qualcosa o qualcuno in particolare e dove è consentito immaginarsi e quindi essere un altro noi, un altro io.
Con il contributo fondamentale del contrabbasso di Ferruccio Spinetti, lo spettacolo è costruito attorno al desiderio di mettere sullo stesso piano racconto, musica, canto e poesia, con esecuzione rigorosamente dal vivo, in una forma unica ma che in ogni replica ambisce a trovare una nuova direzione e una più forte ispirazione, nell’insegnamento che il jazz, come filosofia di vita, ha portato all’idea di condivisione della scena e della musica in generale.
Programma
🕑: 08:30 PM - 09:00 PM
Apertura cancelli
🕑: 09:00 PM - 10:30 PM
Inizio Evento
Where is it happening?
Spazio Teatro No'hma Teresa Pomodoro, via A.Orcagna, 2, Milano, ItalyEvent Location & Nearby Stays:
EUR 0.00











