Se questo è un uomo di Primo Levi. Senza domani

Schedule

Tue Sep 29 2026 at 06:00 pm to 07:30 pm

UTC+02:00
Location

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali | Roma, LA

Advertisement
Se questo è un uomo di Primo Levi. Senza domani
About this Event

DIPARTIMENTO PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

VIVE-VITTORIANO E PALAZZO VENEZIA

Incontriamoci al Collegio Romano. La Bibliotheca Maior si apre alla città

Aperture straordinarie e rassegna di conferenze a cura di Alfonsina Russo ed Edith Gabrielli

Palazzo del Collegio Romano, Sala della Crociera, Roma


Se questo è un uomo di Primo Levi. Senza domani

CICLO: Domani

RELATORE: Robert Gordon, Professore di italiano University of Cambridge


Nel gennaio del 1944, Primo Levi giunge al campo di concentramento e di transito di Fossoli, vicino a Carpi, prigioniero ebreo dei fascisti. Da lì a poco, il giorno del 22 febbraio, insieme a 650 compagni, verrà deportato in treno verso ‘Auschwitz’, «un nome privo di significato … ma doveva, pur corrispondere a un luogo di questa terra». Viaggiano verso una morte sicura, verso «il fondo», verso un universo senza futuro.

Levi riesce miracolosamente a sopravvivere, e a tornare a testimoniare, a partire dal suo primo straordinario libro, Se questo è un uomo, uscito nel 1947 e ormai diventato un caposaldo della letteratura del Novecento. Tra i suoi molteplici aspetti, Se questo è un uomo si confronta anche con questa realità temporale-storica sospesa e congelata e la conferenza intende interrogarsi su questo Levi, testimone di un mondo ‘senza domani’.


Biografia

Robert S. C. Gordon è ordinario d’italianistica e Serena Professor all’università di Cambridge. È autore di vari studi sulla memoria della Shoah (Scolpitelo nei cuori, Bollati Boringhieri) e sull’opera di Primo Levi (Primo Levi: le virtù dell’uomo normale; Primo Levi magico, Carocci). Di recente, ha pubblicato uno studio sul ruolo del caso e della fortuna nella letteratura moderna, Modern Luck (UCL Press).


CICLO LETTERATURA

Domani - a cura di Gabriele Pedullà, Ordinario di Letteratura italiana, Scuola Normale Superiore di Pisa

Domani: l’avverbio di tempo più promettente, ma anche quello più spaventoso e che più facilmente delude le aspettative. A volte si fa nome, e quando succede si carica di ulteriori promesse, soprattutto se lo si scrive con la lettera maiuscola. È il terreno della fantascienza: dove una volta il futuro si riconosceva per le sue pareti lisce e le sue superfici scintillanti, e dove invece – dagli anni Settanta del secolo scorso, nello stesso decennio in cui ha preso forma per la prima volta la minaccia ecologica – si è imposto piuttosto l’eterno ritorno della fiaba (“C’era un volta, in una galassia lontana lontana…”) o comunque l’idea che tutto ciò che possiamo aspettarci dall’avvenire è al massimo una versione più sgangherata e arrugginita del nostro presente (come in Blade Runner di Ridley Scott, il film che ha decretato presso il grande pubblico la fine delle promesse del Moderno). Al principio del nuovo secolo è sembrato addirittura che non ci fosse più alcuno spazio per lui, quando sembrava che la Storia ormai ruotasse in circolo; da quando però il domani è tornato a farsi sentire di nuovo, contro ogni aspettativa ha assunto una fisionomia minacciosa, anche perché assomiglia molto ai lati peggiori del suo gemello simmetrico che va sotto il nome Ieri. Siamo spaesati, ammettiamolo. Ma, tanto più per questo, vale la pena di tornare ad ascoltare quello che sul tema hanno da raccontarci i grandi classici, sollecitati da quattro protagonisti della cultura di oggi: lo storico Adolfo Scotto di Luzio (Università di Bergamo), che interrogherà Cuore di Edmondo De Amicis; il comparatista Robert Pogue Harrison (University of Stanford), che si soffermerà su La Scienza Nuova di Giambattista Vico; l’italianista Robert Gordon (University of Cambridge) che prenderà spunto da Se questo è un uomo di Primo Levi; e la drammaturga, regista e attrice Chiara Lagani (dei Fanny & Alexander), che ha scelto invece di parlare del domani attraverso L’età dell’innocenza di Edith Wharton. Perché – come ha scritto Anna Seghers in uno dei suoi racconti più belli – “se non c’è più futuro, il passato è esistito invano”.


Per scoprire tutti gli appuntamenti della rassegna:

vive.cultura.gov.it



Advertisement

Where is it happening?

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, 27 Via del Collegio Romano, Roma, Italy

Event Location & Nearby Stays:

Tickets

EUR 0.00

Know what’s Happening Next — before everyone else does.
VIVE | Vittoriano e Palazzo Venezia
Host or PublisherVIVE | Vittoriano e Palazzo Venezia

Ask AI if this event suits you